argento

Guida al collezionismo di Argenti

 

La bellezza dell' argento, è il riflesso degli aspetti più sottili dell'arte decorativa, essa dura nel tempo e spesso si è dimostrata per molti una modesta fonte di investimento.

La nostra guida ha lo scopo di indicare all'inesperto la strada giusta per avventurarsi in questo settore collezionistico, che per vari aspetti terminologie e costi  deve essere affrontato con almeno una minima conoscenza di base. 

Tratteremo questo delicato argomento in modo pratico,  formulando risposte semplici a quesiti apparentemente difficili.

 


Punzoni dell' Argento Italiano

Con l'unità d'Italia, venne introdotta un'unica forma di punzonatura, purtroppo non era obbligatoria ma facoltativa e spesso gli artigiani realizzavano dei preziosi manufatti senza appore  alcun punzone o marchio:

-Legge 2 maggio 1872

Possiamo riassumere in tre  punti fondamentali, il punzone consisteva in una testa di donna coronata rivolta a sinistra, se riportava il n. 1 alla base il titolo era 950/1000; con il n. 2 alla base il titolo  era  900/1000; senza numero alla base 800/1000.

Molti oggetti in argento prodotti dal 1872 al 1934 recano solo il punzone del titolo (800) con o senza contono a- volte accompagnato dalle iniziali o dal marchio figurato del produttore.

 

Durante il regime fascista furono introdotte delle regole più precise e obbligatorie:

-Legge 5 febbraio 1934 n.305

Il primo punzone riportava  il titolo dell'argento espresso in millesimi e racchiuso in un'ovale il secondo punzone aveva la forma di una losanga ed al suo interno doveva avere il numero identificativo del produttore al centro il fascio littorio e la sigla della provincia.

Gli Argenti prodotti in questo decennio sono particolarmente ricercati nell'ambito collezionistico ed a volte hanno quotazioni superiori degli oggetti realizzati in epoche precedenti.

 

Nel 1944 con la caduta del fascismo essenzialmente rimane tutto invariato ad eccezione del fascio littorio che venne eliminato

-Decreto Legislativo  26 ottobre 1944 n. 313

Il primo punzone riportava  il titolo dell'argento espresso in millesimi e racchiuso in un'ovale il secondo punzone aveva la forma di una losanga ed al suo interno doveva avere il numero identificativo del produttore e la sigla della provincia.

Come si può notare la sola differenza consiste nell'eliminazione del fascio littorio, diversi argentieri continuarono ad usare i vecchi punzoni per alcuni anni occultando solo il fascetto.

 

Nel 1968 con una nuova legge ed il suo successsivo DPR le forme ed i contenuti dei punzoni furono essenzialmente modificati

-Legge 30 gennaio 1968 n. 46 e DPR 30 dicembre 1970

La modifica principale è stata apportata nella forma del punzone del produttore sostituendo alla losanga un poligono allungato contenente  a sinistra la stella della Republica Italiana la sigla identificativa dell'argentiere e le lettere della provincia di appartenenza, il punzone del titolo espresso sempre in millesimi ( 800, 835, 925) sempre racchiuso in un'ovale.  Questa punzonatura e a tutt'oggi in vigore.

 

Nel 1999 è stata introdotta un'utilissima nuova normativa per gli oggetti realizzati in resina o impasti rivestiti con metalli preziosi

-D. Lgs. 22 maggio 1999 n. 251

La nuova disciplina in materia sui metalli preziosi, impone ai produttori che realizzano oggetti in resine o mastici rivestiti da metalli preziosi, l'apposizione di un punzone quadrato con all'interno una R (riempito) e la percentuale espressa in grammi dell'argento utilizzato

Bisogna avere una particolare attenzione anche quando si acquistano argenti nuovi in quanto spesso l'occhio inesperto si ferma alla vista solo del punzone del titolo.

 

 

Guida in allestimento tornate a trovarci

prossimo argomento

-Gli Argenti Inglesi

-Old Sheffield

-Silver Plate

-Guida alla valutazione degli Argenti

 

 

 

 

Informativa sulla privacy
Sito web gratis da Beepworld
 
L'autore di questa pagina è responsabile per il contenuto in modo esclusivo!
Per contattarlo utilizza questo form!